Il cuore della casa nell'architettura di interni: la cucina o il soggiorno?

Il cuore della casa: la cucina o il soggiorno?

Il cuore della casa: la cucina o il soggiorno?

Osservando una casa dal punto di vista dell’architettura di interni, vediamo subito che ci sono due tipi di case:

  • case che hanno il “cuore” in cucina;
  • case che hanno il “cuore” in soggiorno.

Gli altri ambienti ruotano sempre intorno ad uno di questi due spazi che possiamo, alternativamente, definirli il vero e proprio cuore pulsante della casa Ogni progetto di ristrutturazione di interni parte da questo: dal cuore della casa, da quello spazio che, come nel corpo umano, distribuisce la vita a tutte le altre parti del corpo, a tutti gli altri ambienti.

Provate a riflettere: ogni volta che pensate ad una casa, la vostra o una che avete visitato, una casa che vi ha lasciato e che avete osservato con attenzione. bene, il primo pensiero è un punto di vista che inquadra uno di questi ambienti. A volte una bella cucina direttamente in soggiorno, altre una zona living separata dalla parte cottura, altre ancora un insieme dei due che non consentono di stabilirne i confini. Poi viene il resto, ma la prima cosa è il cuore, il centro della vita di una casa.

Un progetto che parte dalla cucina, Roberto Silvestri Architetto

Ma quale dei due è per noi il vero cuore della casa?
La cucina o il soggiorno?

Abbiamo progettato case partendo dalla cucina: case “centripete” che ruotavano intorno a questo spazio ad altissimo valore simbolico. Come la Casa Naturale il Liguria. Una casa in cui in cucina si prepara il cibo per tutti e il rito della preparazione è un rito ancestrale per la famiglia tradizionale ma è anche un momento ludico per chi invita gli amici per una serata allegra. La cucina diventa così il luogo dell’aperitivo, delle “chiacchiere”, lo spazio in cui in modo assolutamente informale si parla raccontandosi ciò che non si direbbe mai seduti sul divano. Il principale elemento caratteriale che mostrano queste case è l’apertura nei confronti degli ospiti, la fluidità degli ambienti, la compenetrazione degli spazi uno dentro l’altro. In questi casi si tende ad eliminare i confini fisici, le porte, per lasciare tutto in vista, senza segreti.

Altre case invece individuano il proprio punto di partenza nel soggiorno. Come questa casa a Roma, l’impostazione è meno informale della precedente, ma è altrettanto efficace. Mantenere separati gli spazi significa sottolineare la differenza nell’uso: stabilire che i tempi della preparazione, del consumo dei pasti e del relax sono distinti e devono avere caratteristiche architettoniche differenti, perché corrispondenti a diversi stati d’animo. Sono case che debbono essere bene organizzate funzionalmente, per consentire una fluidità nei movimenti che spesso è interrotta da separazioni, da porte, da diaframmi. In questo caso diventa fondamentale l’architettura di interni, la definizione estetica di ogni ambiente che viene ad acquisire una propria fisionomia specifica da valorizzare, da rendere simbolica della funzione che contiene.

Sono entrambe soluzioni possibili ed entrambe possono portare a ottimi risultati se ben progettate, ben ponderate, ben disegnate. Nessuna delle due impostazioni è più corretta dell’altra: appartengono solo a modi distinti di interpretare lo spazio della propria casa.

E il cuore della tua casa è proprio come lo vorresti?

E’ la cucina o il soggiorno?
Raccontamelo nel blog.


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